La chiarezza della lingua
Da tempo cercavo di esprimere con parole mie una delle (tante) differenze che ho notato in questi 3 anni passati a vivere a Parigi. Non riuscendoci, ho avuto la fortuna di capitare su una pagina di Luigi Meneghello che la esprime molto meglio di come potrei fare io:
Penso che c'entri inoltre il fatto che quei paesi, la Francia, l'Inghilterra, si sono unificati prima di noi, e anche linguisticamente sono molto più uniti di quanto non sia forse ancora l'Italia, o certo non fosse venti o trent'anni fa. Questo ha favorito la formazione di una lingua dell'uso adoperata o almeno facilmente compresa da tutti, che si può "scrivere" quasi così come la si parla. Mi ha sempre colpito, in Inghilterra, il grado per noi quasi incredibile di standardizzazione della fraseologia: intendo quella effettivamente usata dalla gente, sia parlando che scrivendo. Quando si vuol dire o scrivere qualcosa in inglese, si ha l'impressione, noi stranieri, che la frase per dirlo c'è già , non sarà originale servirsene, ma certo è chiarissimo; mentre in Italia, io almeno ho l'impressione opposta, che se vuoi dire qualcosa a voce o per iscritto devi dal più al meno fabbricartela tu la frase...