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RABBIA

Fai un bilancio delle ultime 3 settimane della tua cazzo di vita e viene fuori che l'unico (dico l'unico!) momento positivo è stato quando hai bevuto uno spritz con la Principessa Leila. E poi vengono fuori i momenti negativi:
  • hai pagato 2 rate del condominio
  • devi pagare un velox vigliacco dell'ultima estate
  • devi pagare il dentista
  • sono 3 weekend di fila che lavori a un progetto del cazzo che non finirà mai e che non funzionerà mai
  • l'ufficio in cui dovevi trasferirti a giugno (!!!) non sarà pronto per un altro anno almeno; in quello attuale manca la corrente 2 volte al giorno
  • sono 3 settimane che non riesci a rispettare i tuoi programmi di allenamento in palestra e basket (e nemmeno la dieta) perché sei a centinaia di Km a riunioni inutili in cui la tua presenza è irrilevante
Poi aggiungi fatti ancora peggiori che negativi (promemoria: MAI fare battute intelligenti a una donna conosciuta da poco) e i tuoi mostruosi errori con la persona a cui tieni di più in assoluto (promemoria: MAI rivelare le proprie passioni).

Infine ti rendi conto che quando cerchi qualcuno con cui parlare e sfogarti nel caso migliore senti squilli a vuoto, oppure senti ho scazzi sul lavoro, sono via ti richiamo domani: come dire, premi pause sui tuoi problemi che devo andare a depilarmi le sopracciglia.

Quindi che fai? Prendi la frustrazione, le umiliazioni, la goffaggine e la tristezza e te le rimastichi, le elabori fino a trasformarle in RABBIA. La cosa che ti dà la forza di prendere decisioni drastiche, di tagliare i rami secchi, di rinunciare a ciò che per te è importante per andare avanti. Come un carburante, anzi, come plutonio che alimenta la bomba che ti può scoppiare nel cervello.

Spiegare un blog?

Come si spiega cos'è un blog? A due deliziose amiche ho detto "è una specie di diario online" per ricevere da entrambe la domanda stupita "ma gli altri possono leggerlo?"...

Catalizzando...

L'errore umano - Parte 2: Piu Miu

Avrei lasciato un commento, ma per qualche motivo non compare la form...

Il potere del testosterone

Ieri sera, consueta partita di basket del lunedì con gli amici. Appena prima di iniziare squilla il cellulare, dall'altra parte la donna a cui non so dire di no :-)

Dico agli altri di iniziare comunque, parlo piacevolmente con lei e poi torno a giocare: la mia squadra, mancante di un uomo, era sotto di 2 punti. Ho fatto 4 bellissimi canestri di fila, praticamente un evento irripetibile. Potere del testosterone, appunto.

Restyling

Sto pensando a un restyling completo di questo blog: il formato attuale è semplice e pulito, ma non è molto gradevole all'occhio. Per esempio, uno styling che mi piace molto è quello di sasaki (non vorrei copiarlo brutalmente però, sarebbe poco corretto da parte mia). Suggerimenti bene accetti, ovviamente.

Dell'impegno, e degli stereotipi

Interessante conversazione telefonica di pochi giorni fa con un'amica, purtroppo interrotta da chiamata su altra linea.

Si parlava di relazioni uomini-donne, delle mie in particolare; del fatto che io preferisco non avere nuove relazioni, e che dichiaro "le uniche due ragazze per cui provo qualche emozione sono già fidanzate". La tesi di lei: è una comoda giustificazione per potermi lamentare di essere solo. Non avendo potuto proseguire la conversazione a causa dell'interruzione, la riprendo qui.

In astratto non desidero sposarmi, nè avere figli. Se mai lo farò, sarà perché una ipotetica lei lo desidererà e io sarò talmente coinvolto da lei da superare le mie convinzioni personali. Attualmente il 90% delle ragazze che incontro non mi dicono assolutamente nulla (nemmeno fisicamente), con due invece potrei pensare ad una relazione a lungo termine, con una in particolare sarei anche quasi contento di affrontare il trittico convivenza-matrimonio-figli.

Per questo motivo mi fa girare i maròni sentire questi discorsi. A parte che rigetto il tentativo di incasellarmi in uno stereotipo come il trentenne alla "ultimo bacio" (che poi finisce inebetito davanti alla bambina), non vado di sicuro a impegnarmi in qualcosa in cui non credo. In secondo luogo, già il suono della parola "impegnarsi" fa ribrezzo: sembra quasi un obbligo sociale, un modo di dimostrare al resto del mondo che sei una persona seria sulla quale si può contare. Sembra quasi come il servizio di leva, un obbligo antipatico da cui però esci un vero uomo, in grado di affrontare la vita e le sue responsabilità.

È davvero così forte la pressione delle convenzioni sociali da far dire simili scemenze a una persona peraltro intelligente e acuta?