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<title>sebastiano pilla</title>
<link>http://www.sebastianopilla.com/index.html</link>
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<language>en-US</language>
<copyright>Copyright 2009</copyright>
<lastBuildDate>Tue, 02 Jun 2009 16:31:07 +0200</lastBuildDate>
<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 16:31:07 +0200</pubDate>
<docs>http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss</docs>

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<title>La chiarezza della lingua</title>
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          Da tempo cercavo di esprimere con parole mie una delle (tante) differenze che ho notato in questi 3 anni passati a vivere a Parigi. Non riuscendoci, ho avuto la fortuna di capitare su una pagina di Luigi Meneghello che la esprime molto meglio di come potrei fare io:
&lt;blockquote&gt;Penso che c'entri inoltre il fatto che quei paesi, la Francia, l'Inghilterra, si sono unificati prima di noi, e anche linguisticamente sono molto pi&amp;ugrave; uniti di quanto non sia forse ancora l'Italia, o certo non fosse venti o trent'anni fa. Questo ha favorito la formazione di una lingua dell'uso adoperata o almeno facilmente compresa da tutti, che si pu&amp;ograve; &quot;scrivere&quot; quasi cos&amp;igrave; come la si parla. Mi ha sempre colpito, in Inghilterra, il grado per noi quasi incredibile di standardizzazione della fraseologia: intendo quella effettivamente usata dalla gente, sia parlando che scrivendo. Quando si vuol dire o scrivere qualcosa in inglese, si ha l'impressione, noi stranieri, che la frase per dirlo c'&amp;egrave; gi&amp;agrave; , non sar&amp;agrave;  originale servirsene, ma certo &amp;egrave; chiarissimo; mentre in Italia, io almeno ho l'impressione opposta, che se vuoi dire qualcosa a voce o per iscritto devi dal pi&amp;ugrave; al meno fabbricartela tu la frase...&lt;/blockquote&gt;
        </description>
<link>http://www.sebastianopilla.com/archives/08-01-2007_08-31-2007.html#30</link>
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<pubDate>Thu, 16 Aug 2007 17:02:44 +0200</pubDate>
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<title>Due cose da evitare a Parigi</title>
<description>A Parigi da due anni e mezzo, ho imparato a mie spese a evitare di:

    &lt;ul&gt;
      &lt;li&gt;
        mangiare pizza
      &lt;/li&gt;
      &lt;li&gt;
        bere caffé
      &lt;/li&gt;
    &lt;/ul&gt;
    &lt;strong&gt;Pizza&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;È difficile, ma ogni volta che me ne viene 
    voglia mi basta pensare alla pizza con salsiccia del Grosso per 
    rinunciare. &lt;img vspace=&quot;3&quot; alt=&quot;Pizza&quot; src=&quot;http://www.sebastianopilla.com/media/pizza.jpg&quot; hspace=&quot;3&quot; width=&quot;330&quot; align=&quot;left&quot; height=&quot;229&quot;&gt; 
    Tanto per avere un'idea, le pizzerie a Parigi si dividono in 2 categorie: 
    le italiane finte-autentiche e le americane. Le italiane in generale 
    servono delle pizze di diametro tra 1/2 e 2/3 rispetto a quello che si 
    trova in Italia, raramente usano mozzarella (nel menu compare un non 
    meglio specificato &lt;em&gt;fromage&lt;/em&gt;, sovente si tratta di una specie di 
    emmenthal) e il prezzo si aggira tra i 9 e i 12 €. Le americane sono 
    catene tipo Pizza Hut o Domino's Pizza, molto orientate sulla consegna a 
    domicilio, spesso c'è mozzarella sulle pizze e si può scegliere il tipo di 
    pasta (sottile, alta, ecc.), i prezzi sono sempre a partire da 7/8 € per 
    una margherita. In due parole, il consiglio è: &lt;strong&gt;evitare&lt;/strong&gt; 
    senza pensarci un secondo, io semplicemente ho smesso di mangiarne e mi 
    rifaccio quando rientro in Italia.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;strong&gt;Caffé&lt;/strong&gt;&lt;br&gt;Riguardo 
    al caffé il problema è più difficile da affrontare: in un qualsiasi bar di 
    Parigi ci sono le stesse macchine da caffè che si trovano in Italia, ma 98 
    volte su 100 il risultato è una broda imbevibile, peggio di quello dei 
    distributori automatici nelle aziende. A mio avviso le cause sono 2, in 
    primo luogo le macchine sono regolate per fornire una pressione inferiore 
    e il caffé di alcune marche vendute qui è disgustoso. Per esempio, se 
    entrando in un bar vedete scritto sulle tazzine &amp;quot;Cafes Ladoux&amp;quot;, scappate 
    via direttamente, è la peggiore schifezza che abbia mai bevuto, da non 
    restare nel bar nemmeno se è l'unica toilette nel raggio di 5Km. &lt;img vspace=&quot;3&quot; alt=&quot;Tazza Caffe&quot; src=&quot;http://www.sebastianopilla.com/media/tazza-caffe.jpg&quot; hspace=&quot;3&quot; width=&quot;200&quot; align=&quot;right&quot; height=&quot;187&quot;&gt; 
    Marche un po' più bevibili sono Richard e Florio, e nella zona 
    Opéra/Havre-Caumartin esistono pure un locale Segafredo e un locale Illy. 
    In questi ultimi due il caffé diventa quasi accettabile, sempre un po' 
    brodoso comunque a meno che non si ordini un &lt;em&gt;serré&lt;/em&gt;, ovvero 
    un ristretto che corrisponde a un normale in Italia; ovviamente sempre che 
    il barista non si perda a cacciare farfalle e non ne metta mezzo litro 
    nella tazzina, in quel caso l'unica risposta accettabile è rimandarlo 
    indietro e farlo rifare. Due parole sui prezzi, il meno caro che ho 
    trovato è 1,10 €, che sale a 1,30 da Segafredo e se non sbaglio quasi 2 da 
    Illy: questo al banco, infatti la regola generale è che il prezzo aumenta 
    se ci si siede in sala e aumenta ancora se ci si siede in &lt;em&gt;terrasse&lt;/em&gt; 
    (cioè sul marciapiede, con piombo tetraetile è gratis), forse per 
    compensare il consumo delle suole del cameriere. Consiglio anche in questo 
    caso di &lt;strong&gt;evitare&lt;/strong&gt;, tanto per dirne una a Carole ho regalato 
    una moka prima e una Nespresso poi. &lt;strong&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Update:&lt;/strong&gt;&amp;#160;&lt;a href=&quot;http://gridskipper.com/travel/paris/paris-coffee-that-doesnt-taste-like-merde-294185.php&quot;&gt;Paris 
    Coffee That Doesn't Taste Like Merde&lt;/a&gt;</description>
<link>http://www.sebastianopilla.com/archives/02-01-2007_02-28-2007.html#31</link>
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<pubDate>Wed, 14 Feb 2007 17:12:06 +0100</pubDate>
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<title>M&amp;M'S</title>
<description>
          Via &lt;a href=&quot;http://www.michaelhanscom.com/eclecticism/2007/02/07/me-as-an-mm/&quot;&gt;Me as an M&amp;amp;M&lt;/a&gt;, tanto perch&amp;egrave; quasi un anno che non scrivo qui e per usare lo stream up/down di binari che ho scritto qualche mese fa:

&lt;p style=&quot;text-align: center&quot;&gt;
&lt;img height=&quot;292&quot; width=&quot;280&quot; src=&quot;http://www.sebastianopilla.com/media/m-and-m.png&quot;&gt;
&lt;/p&gt;

Creato su &lt;a href=&quot;http://www.becomeanmm.com/&quot;&gt;Planet M&amp;amp;M'S&lt;/a&gt;.
        </description>
<link>http://www.sebastianopilla.com/archives/02-01-2007_02-28-2007.html#32</link>
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<pubDate>Mon, 12 Feb 2007 17:19:09 +0100</pubDate>
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<item>
<title>Tre &quot;bons plans&quot; a Nantes</title>
<description>
          L'unica cosa che puoi fare in una formazione di 3 giorni in una citt&amp;agrave;  che non conosci &amp;egrave; cercare dei bei ristorantini per alleviare le serate... Ecco 3 indirizzi a Nantes, posto a met&amp;agrave;  tra il nuovo e il vecchio, da rivisitare
&lt;ul&gt;
	&lt;li&gt;La Cantine du G&amp;eacute;n&amp;eacute;ral, nella zona Chantiers Navals, &amp;egrave; un'ottima tavola per il pranzo, con piatti equilibrati e curati (servizio velocissimo!) che sono un piacevole cambiamento rispetto ai bar-brasserie un po' shifosozzi dove non si va al di l&amp;agrave;  della steak-frites&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.felixbrasserie.com/&quot;&gt;Brasserie F&amp;eacute;lix&lt;/a&gt;, accanto al centro congressi in un ambiente moderno e design buono se si porta fuori a cena una modella, piatti inventivi ma non originalissimi, il tris di sorbetti era eccellente ma il servizio metteva forse un po' troppa pressione&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://www.restaurant-lengoulevent.com/&quot;&gt;L'Engoulevent&lt;/a&gt;, nel centro cittadino se si cercano sapori particolari, combina erbe di tutti i tipi (eglantine, pepe di mare, finocchio marino) con carni e pesci, da provare il menu entr&amp;eacute;e-plat-dessert con i vini abbinati, servizio che potrebbe migliorare in rapidit&amp;agrave; &lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
        </description>
<link>http://www.sebastianopilla.com/archives/04-01-2006_04-30-2006.html#33</link>
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<pubDate>Wed, 19 Apr 2006 17:19:25 +0200</pubDate>
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<title>Intelligenti pauca</title>
<description>
          &lt;a href=&quot;http://www.danieleluttazzi.it/?q=node/242&quot;&gt;Uno&lt;/a&gt;. E &lt;a href=&quot;http://www.danieleluttazzi.it/?q=node/245&quot;&gt;due&lt;/a&gt;
        </description>
<link>http://www.sebastianopilla.com/archives/01-01-2006_01-31-2006.html#34</link>
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<pubDate>Fri, 20 Jan 2006 23:34:47 +0100</pubDate>
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<title>Irlanda</title>
<description>
          Nessuno si perda questo &lt;a href=&quot;http://www.kottke.org/photos/ireland0505/index.html&quot;&gt;album di foto di un viaggio in Irlanda&lt;/a&gt; di &lt;a href=&quot;http://www.kottke.org/&quot;&gt;Jason Kottke&lt;/a&gt;. Non solo perch&amp;eacute; le foto sono bellissime, ma perch&amp;eacute; mi ricordano l'unico luogo in cui sono stato per poco tempo (anni fa) e mi sono subito sentito come se fossi a casa mia.
        </description>
<link>http://www.sebastianopilla.com/archives/06-01-2005_06-30-2005.html#35</link>
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<pubDate>Sat, 11 Jun 2005 05:26:22 +0200</pubDate>
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<title>Uno di meno</title>
<description>
          La legge sul voto degli italiani all'estero non funziona proprio cos&amp;igrave; bene... Nonostante mi sia iscritto all'AIRE all'inizio di dicembre (6 mesi fa, tanto per essere espliciti) non potr&amp;ograve; votare al referendum del 12/13 giugno. La ragione? Qualcuno tra il consolato di Parigi, il comune di Treviso e il ministero dell'Interno dorme.

Non avendo ancora ricevuto, come mi sarei aspettato, il plico con i documenti per votare per corrispondenza, mi sono recato al consolato: l&amp;agrave; due gentilissimi funzionari mi hanno spiegato che non potevano farmi votare in quanto al consolato non era arrivata comunicazione che io lo potessi fare. A quanto pare, se una settimana fa avessi detto al consolato di accertare la mia posizione, avrebbero avuto il tempo di intervenire e di effettuare gli interventi opportuni.

Il che significa: votare dall'estero non &amp;egrave; automatico, &amp;egrave; il cittadino che si deve sbattere per poterlo fare visto che il catorcio burocratico (non si chiama macchina, le macchine sono fatte per funzionare) se pu&amp;ograve; evitare di fare il proprio dovere lo fa. Non chiamerei in causa qualche complotto di stampo catto-bigottista, propenderei pi&amp;ugrave; che altro per semplice pigrizia e incompetenza.

Ma perch&amp;egrave; dunque uno di meno? Semplice:
&lt;ol&gt;
	&lt;li&gt;se qualche settimana fa avessi informato il consolato, avrei potuto recarmi in Italia per votare, ma non l'ho fatto perch&amp;egrave; contavo di votare da Parigi&lt;/li&gt;
	&lt;li&gt;da Parigi non posso votare per i motivi suddetti&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
quindi logica vorrebbe che ai fini del calcolo del quorum io non venga contato, dato che &lt;em&gt;ho perso il diritto di voto per questa consultazione&lt;/em&gt;. Visto che si tratta di logica, non v'&amp;egrave; speranza che venga applicata: dunque &amp;egrave; facile pensare che vi sia un'astensione in pi&amp;ugrave;, sebbene involontaria. Nell'ipotesi che la consultazione non sia convalidata per mancanza del quorum, ci sarebbe una sola cosa da dire ai responsabili di questa vicenda: &lt;a href=&quot;http://www.datafaber.com/blog/index.jsp?id=299&quot;&gt;&amp;egrave; una questione personale&lt;/a&gt;.
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<pubDate>Fri, 06 May 2005 17:19:36 +0200</pubDate>
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<title>Niente trasloco quest'anno? Mah...</title>
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          Mi ripromettevo dall'estate scorsa che non avrei traslocato ancora, che quest'anno me ne sarei stato tranquillo e soprattutto non avrei spostato mobili d'estate con 30 e passa gradi. Beh, non &amp;egrave; ancora detta l'ultima parola: il 30 aprile a Parigi, 27 gradi alle 10 di sera. Merita un trasloco in un clima meno africano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E se non scrivo &amp;egrave; perch&amp;eacute; durante la settimana sono troppo, troppo impegnato tra lavoro e altro, e durante il weekend devo recuperare un minimo di energie. Come oggi, arriveremo sui 28 gradi e invece di uscire per una gita sono a casa a boccheggiare e a dormire...
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Update:&lt;/strong&gt; per chiarificare, il problema &amp;egrave; che io &lt;strong&gt;ODIO&lt;/strong&gt; il caldo. E il caldo nelle citt&amp;agrave; &amp;egrave; il peggiore possibile, si chiamino Parigi, Milano, Trieste, diventano dei posti di merda (o lo sono gi&amp;agrave; e peggiorano). Alcuni anni fa verso la met&amp;agrave; di un giugno piovoso arrivai a dire alla mia allora ragazza che si sarebbe dovuta trovare un sostituto per l'estate, perch&amp;eacute; il caldo mi rende intrattabile e mi fa passare OGNI voglia di fare sesso. Non a caso, la storia finiva dopo 3 settimane.
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<link>http://www.sebastianopilla.com/archives/05-01-2005_05-31-2005.html#37</link>
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<pubDate>Sun, 01 May 2005 17:11:04 +0200</pubDate>
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<title>Not in my name, either</title>
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          Andate tutti a leggere questo fantastico &lt;a href=&quot;http://www.guardian.co.uk/Columnists/Column/0,5673,1454932,00.html&quot;&gt;articolo&lt;/a&gt; di Polly Toynbee sul &lt;a href=&quot;http://www.guardian.co.uk/&quot;&gt;Guardian&lt;/a&gt;. Dice quello che vorrei dire anch'io ma con una forza e un'eloquenza molto migliori di quelle che saprei mai esprimere. Anzi, il testo me lo salvo da qualche parte e magari lo tirer&amp;ograve; fuori alla prossima occasione.
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<pubDate>Fri, 08 Apr 2005 22:20:40 +0200</pubDate>
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<title>Parigi, un anno dopo</title>
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          Riguardando un &lt;a href=&quot;http://www.datafaber.com/blog/it/index.jsp?id=287&quot;&gt;vecchio post&lt;/a&gt;... Un anno fa partivo per un weekend lungo a Parigi, per un concerto in primo luogo, e ci infilavo dentro un paio di colloqui di lavoro tanto per tenermi in esercizio e provare il mio francese; conoscevo inoltre C. in una bella serata parigina.

Quel weekend ha avuto un sacco di conseguenze che non avrei mai potuto immaginare, l'unica cosa che si pu&amp;ograve; dire adesso &amp;egrave; che &amp;egrave; stato un anno vissuto &lt;strong&gt;molto&lt;/strong&gt; intensamente. Se poi ne sia valsa la pena &amp;egrave; ancora troppo presto per dirlo.
        </description>
<link>http://www.sebastianopilla.com/archives/03-01-2005_03-31-2005.html#39</link>
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<pubDate>Mon, 14 Mar 2005 17:19:47 +0100</pubDate>
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